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La cattofobia, la Norvegia e la voce mite e umile di Benedetto XVI. Che cosa vuole destabilizzare la Massoneria in Norvegia?

luglio 24th, 2011 by italiacattolica

Perchè questi STRANI attentati in Norvegia? Che cosa voleva DESTABILIZZARE la Massoneria? Semplice! La Norvegia continua a battere moneta nazionale ma, caso rarissimo, mantiene la sua economia florida. Da un punto di vista militare, gli scandinavi si erano ritirati dalla Libia. Inoltre, la Norvegia si era accordata con Mosca su annose controversie riguardanti il Mar di Barents ricco di giacimenti di gas. Infine, i giovani laburisti che stavano discutendo sull’isola, luogo dell’attentato del fanatico massone, stavano parlando dell’approvazione dello stato palestinese. I media stanno dando colpa delle stragi in ordine a: 1) fondamentalismo cristiano; 2) nazionalsocialismo; 3) pazzia individuale; 4) videogiochi. Il fatto che sia stato un fanatico massone a compiere gli attentati davvero non dice assolutamente nulla? Non sono forse loro quelli che ci guadagnano ad aumentare la tensione? Del resto non sono forse i massoni che si presentano con svariate facce? Perchè, chi capisce un po’ di teologia, sa che se per un massone non è problematico fingersi fondamentalista cristiano, mentre è impossibile per un fondamentalista cristiano dirsi fieramente massone, nazista o filoisraeliano. Negli attentati di Oslo la strategia è quella di chi vuole, per seguire false ideologie di consorteria, spogliare l’ uomo della propria dignità, offuscare la ragione e manipolare le a scelte “politiche”, spesso anti-umane, fuorvianti e degeneranti delle logge. Intanto in Norvegia, e nel mondo, sta passando la strumentalizzazione dei fondamentalsti cattofobici (di quelli che odiano, a prescindere, la Santa Chiesa Cattolica). Attualmente l’unica cosa certa è che la Norvegia è precipitata in una crisi di identità, nel caos e nella confusione. Come voleva la massoneria, purtroppo! Comunque si è alzata, mite e umile, la voce del Vicario di Cristo. Nell’Angelus del 24 luglio 2011, Benedetto XVI ha detto: “Ancora una volta purtroppo giungono notizie di morte e di violenza. Proviamo tutti un profondo dolore per i gravi atti terroristici accaduti venerdì scorso in Norvegia. Preghiamo per le vittime, per i feriti e per i loro cari. A tutti voglio ancora ripetere l’accorato appello ad abbandonare per sempre la via dell’odio e a fuggire dalle logiche del male”. Il Santo Padre ha espresso la propria vicinanza alla popolazione norvegese colpita “dall’insensata violenza degli attentati” anche in un messaggio di cordoglio inviato al re della Norvegia Harald V. Nel messaggio il Santo Padre esorta i norvegesi “a restare spiritualmente uniti nel fermo intento di respingere le vie dell’odio e del conflitto” e a lavorare insieme, senza paura, “per costruire un futuro di rispetto reciproco, solidarietà e libertà per le generazioni a venire”.

L’abitino che unisce tanti Santi e diversi Papi

luglio 23rd, 2011 by italiacattolica

Cosa lega spiritualmente tra di loro santi dal diverso carisma quali san Carlo Borromeo, sant’Alfonso Maria de’ Liguori, san Giovanni Bosco, il santo Curato d’Ars, santa Faustina Kowalska, san Luigi Maria Grignon de Monfort, san Pio da Pietralcina, il beato Giovanni Paolo II e svariati Pontefici? Semplice! Un abitino (sostituibile con una medaglia). Troppo poco, potrebbe dire qualcuno. No, se si tratta dello Scapolare del Carmelo, recante anteriormente la figura del Sacro Cuore di Gesù e posteriormente quella della Beata Vergine del Monte Carmelo, che a partire dal secolo XVI, costituisce il segno visibile dell’appartenenza e devozione alla Madonna del Carmine. “Mediante lo Scapolare, mezzo di affiliazione all’Ordine del Carmelo per condividerne i benefici spirituali – diceva Giovanni Paolo Il all’Angelus del 26 luglio 1988 – i devoti della Madonna del Carmine esprimono la loro volontà di plasmare la loro esistenza sull’esempio di Maria, Madre, Patrona, Sorella, Vergine purissima, accogliendo con cuore purificatola Paroladi Dio e dedicandosi al servizio dei fratelli”. “Lo Scapolare è essenzialmente un abito che evoca, da una parte, la protezione continua della Vergine Maria in questa vita e nel transito alla pienezza della gloria eterna; dall’altra la consapevolezza che la devozione verso di Lei deve costituire una “divisa”, cioè uno stile di vita cristiana, intessuta di preghiera e vita interiore”. Sempre Giovanni Paolo II, in occasione del Raduno commemorativo del 750° anniversario della donazione dello Scapolare, aggiungeva che lo Scapolare: “coinvolge non solo i devoti della Madonna del Carmine, ma tuttala Chiesa, poiché il ricco patrimonio mariano del Carmelo è divenuto, nel tempo, un tesoro per l’intero Popolo di Dio. Attingete costantemente a questo mirabile patrimonio spirituale, per essere ogni giorno credibili testimoni di Cristo e del suo Vangelo”.

Poi anche due rivelazioni date pressola Comunitàparrocchiale della Madonna del Carmelo in Traspontina (Roma), dove “nei giorni successivi all’attentato in Piazza S. Pietro del 13 Maggio 1991, il Papa ha richiesto ai Padri Carmelitani un nuovo scapolare, perché quello che già indossava si era macchiato di sangue. Il giorno dopo ha inviato un mazzo di rose alla Madonna”.

Ed ancora, il 10 febbraio1991, hadetto mostrandolo con orgoglio, in visita pressola Madonnadel Carmelo in Traspontina: “Io lo scapolare della Madonna del Carmelo lo porto fin da bambino”.

Notizia confermata dallo stesso Papa durante l’Udienza generale del 16 luglio 2003: “io, fin dalla mia giovinezza, porto al mio collo lo Scapolare della Vergine e mi rifugio con fiducia sotto il mantello della Beata Vergine Maria, Madre di Gesù”. Non sappiamo se Sua Santità Benedetto XVI lo indossa, ma anche Pio XII e Paolo VI furono legati allo Scapolare. Papa Pio XII nel discorso celebrativo del VII Centenario dello Scapolare nel 1951, diede questa magnifica testimonianza: “Quante anime buone hanno dovuto, anche in circostanze umanamente disperate, la loro suprema conversione e la loro salvezza eterna allo Scapolare che indossavano! Quanti inoltre, nei pericoli del corpo e dell’anima, hanno sentito, grazie ad esso, la protezione materna di Maria! La devozione allo Scapolare ha fatto riversare su tutto il mondo fiumi di grazie spirituali e temporali”. Papa Paolo VI esortava (nel 1965): “Abbiamo in grande stima le pratiche e gli esercizi di pietà versola Beatissima Vergine, raccomandati lungo i secoli dal Magistero della Chiesa, tra i quali stimiamo di dover ricordare espressamente la religiosa prassi del Rosario e dello Scapolare del Carmelo”.

Ma come è nata e come si è sviluppata questa devozione allo Scapolare del Carmelo, il più noto e il più diffuso nel mondo, che da san Simone Stock (1250), che lo ricevette in una apparizione della Madonna, fino ad oggi, non ha mai avuto flessioni nella diffusione attraverso i secoli, ed è particolarmente diffuso in paesi come l’Italia,la Spagnae l’America Latina?

Intanto c’è da dire che lo Scapolare viene annoverato tra i sacramentali ovvero quei “segni sacri per mezzo dei quali, con una certa imitazione dei sacramenti, sono significati e, per impetrazione della Chiesa, vengono ottenuti effetti soprattutto spirituali” (Cfr. n.1667 del Catechismo della Chiesa Cattolica). Ancora, lo scapolare è un pegno di Maria Santissima e simboleggia l’abito della Madonna che deve rivestire l’anima dei suoi devoti, perché non possano essere condannati all’inferno. In più, dona anche l’assicurazione di essere liberati dal Purgatorio nel primo sabato dopo la morte, purché si viva nello spirito carmelitano e si porti avanti la pratica con fede. Questa devozione dello scapolare è stata sempre raccomandata dalla Chiesa, e con tale insistenza da risultare seconda soltanto al Rosario. Sommi Pontefici e santi, come abbiamo visto, l’hanno amata e l’hanno fatta amare, perché è molto semplice e insieme molto ricca di contenuto soprannaturale. Lo scapolare portato addosso è un richiamo costante d’amore e di abbandono alla bontà della Celeste Madre. Se è portato con fedeltà, è un vero pegno di eternità offerto a tutti gli uomini. Non per nulla a Fatima, il 13 ottobre del 1917, l’ultima apparizione che ebbero i tre pastorelli fu quella della Madonna del Carmine con lo scapolare in mano. Lo scapolare è il segno sensibile di questo manto materno che ci ricopre. E chi si troverà sotto il manto di Maria non potrà mai perire.

Quanto alla storia, l’Ordine dei Carmelitani ha le sue origini sul Monte Carmelo, in Palestina, da sempre considerato il giardino verdeggiante della Palestina e simbolo di fertilità e bellezza, tanto che Karmel significa giardino. Come ricorda il Secondo Libro dei Re, sul Carmelo il profeta Elia operò in difesa della purezza della fede nel Dio di Israele, vincendo la sfida con i sacerdoti di Baal e, pregando in solitudine, vide apparire la nuvola apportatrice di benefica pioggia dopo la secca. La piccola nuvola era una figura dell’umile Maria, i cui meriti e virtù avrebbero superato quelli di tutto il genere umano, attraendo il perdono ela Redenzione per i peccatori. Il Profeta Elia aveva scorto nella sua contemplazione il ruolo di mediatrice della Madre del Messia atteso. Fu, per così dire, il suo primo devoto. Una bella tradizione ci dice che, sull’esempio di Sant’Elia, vi furono sempre sul Monte Carmelo eremiti che lassù vissero e pregarono, recuperando e trasmettendo ad altri lo spirito eliatico. E quel luogo santificato da uomini contemplativi richiamava altri contemplativi. Verso il secolo IV, quando cominciarono ad apparire i primi monaci solitari dell’Oriente, le pendici rocciose del Monte Carmelo accolsero una cappella, nello stile delle comunità bizantine, le cui tracce si vedono ancor oggi. Più tardi, verso il secolo XII, (forse dopo la terza crociata, 1189-1191) alcuni penitenti-pellegrini, provenienti dall’Europa, si raccolsero insieme presso la “fonte di Elia”, in una delle strette vallate del Monte Carmelo, per vivere in forma eremitica e nella imitazione del profeta Elia la loro vita cristiana, nella terra stessa del Signore Gesù Cristo. Questo gruppo di nuove vocazioni, venute dall’Occidente, aggiunsero nuovo fervore all’antico movimento. Allora e dopo i Carmelitani non riconobbero a nessuno in particolare il titolo di fondatore, rimanendo fedeli al modello Elia legato al Carmelo da episodi biblici e dalla tradizione patristica greca e latina, che vedeva nel profeta uno dei fondatori della vita monastica. Costruitasi una chiesetta in mezzo alle celle, la dedicarono a Maria, Madre di Gesù, sviluppando il senso di appartenenza alla Madonna comela Signora del luogo ela Patrona, e ne presero il nome, “Fratelli di Santa Maria del Monte Carmelo”. Questo gruppo di eremiti per avere una certa stabilità giuridica si rivolse al Patriarca di Gerusalemme, Alberto Avogadro (1150-1214), risiedente allora a San Giovanni d’Acri, nei pressi del Monte Carmelo. Questi scrisse per loro una norma di vita, tra il 1206-1214. Verso il 1235 però i Carmelitani dovettero in parte abbandonare il luogo d’origine, a causa delle incursioni e persecuzioni dei saraceni che stavano riconquistandola Terra Santa, riprendendola ai crociati. Ritornarono per lo più ai paesi di origine in Europa. Ben presto si moltiplicarono e fiorirono nella scienza e nella santità. Col tempo si affiancarono ai frati alcune donne, trasformandosi nel1452 in monache viventi in proprie comunità. Verso il 1235 troviamo comunità carmelitane a Cipro e Messina (1235), Aylesford e Hulne in Inghilterra (1242), Les Ayglades presso Marsiglia (1244), Pisa (1249). Intanto l’incontro in occidente con l’effervescente chiesa europea di quel tempo convinse i frati a chiedere al Papa la conferma della propria forma di vita: nel 1247, Innocenzo IV confermòla Formula di vita, facendone così una vera e propria Regola di un Ordine Mendicante, come quelli dei francescani e dei domenicani.

Nei secoli XV-XVI ci fu un rilassamento in diverse comunità, combattuto dall’opera di Priori Generali quali il Beato Giovanni Soreth (+1471), Nicola Audet (+1562) e Giovanni Battista Rossi (+1578) e di alcune riforme (tra cui quelli di Mantova e Monte Oliveti in Italia e di Albi in Francia) per porre freno al dilagare degli abusi e delle mitigazioni. La più nota è certo quella promossa in Spagna da Santa Teresa di Gesù a partire dal 1562 per la riforma tra le monache e poi quella dei frati, coadiuvata da San Giovanni della Croce e da Padre Gerolamo Gracián. L’aspetto più rilevante di questa azione di Teresa è non tanto l’aver combattuto le mitigazioni introdotte nella vita del Carmelo, quanto piuttosto l’aver integrato nel suo progetto elementi vitali ed ecclesiali della sua epoca, specialmente quelli del Concilio di Trento. Questa riforma venne detta dei “Carmelitani Scalzi” o “Teresiani”. Nel 1592, dopo la morte della Santa, si rese indipendente dall’Ordine Carmelitano ed ebbe grande sviluppo. Si hanno così due Ordini del Carmelo: quello dei “Carmelitani”, detti anche dell’”Antica Osservanza” o “Calzati”, e quello dei “Carmelitani Scalzi” o “Teresiani”, che considerano Santa Teresa di Gesù come loro riformatrice e fondatrice. Malgrado questa divisione, nei secoli successivi l’Ordine Carmelitano continuò nel suo cammino spirituale. Numerosi religiosi e religiose illustri hanno animato il Carmelo con la loro spiritualità e con il loro genio. Grande sviluppo si ebbe anche tra i laici con l’istituzione del Terz’Ordine Carmelitano e delle Confraternite dello Scapolare del Carmine in varie parti del mondo. Nei secoli XVII e XVIII si sparse un po’ dovunque il movimento della più stretta osservanza conla Riformadi Touraine in Francia, e con quelle di Monte Santo, Santa Maria della Vita, Piemonte, e Santa Maria della Scala in Italia. All’alba della Rivoluzione Francese l’Ordine Carmelitano era ormai stabilito in tutto il mondo con 54 Province e 13.000 religiosi. Ma con le conseguenze della Rivoluzione Francese e delle soppressioni in varie parti del mondo l’Ordine Carmelitano subì gravi danni, così che alla fine del XIX secolo fu ridotto a 8 Province e 727 religiosi. Eppure furono questi pochi religiosi che durante il XX secolo, con determinazione e coraggio, hanno ristabilito l’Ordine in quei paesi dove erano presenti prima, e hanno anche impiantato l’Ordine Carmelitano in nuovi continenti. A partire dal Concilio Vaticano II, i Carmelitani hanno riflettuto a lungo sulla propria identità, sul loro carisma, su ciò che è alla base e costituisce il loro progetto di vita, cioè “vivere nell’ossequio di Gesù Cristo e servire fedelmente a lui con cuore puro e con buona coscienza” (Regola). Essi hanno trovato il loro ossequio a Cristo impegnandosi nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa), nella fraternità e nel servizio (diaconia) in mezzo al popolo. Tutto ciò, essi lo vedono realizzato nella vita del Profeta Elia e della beata Vergine Maria, i quali sono stati guidati dallo Spirito di Dio. Attualmente l’Ordine dei Carmelitani è formato da 19 Province, 3 Commissariati Generali, 3 Delegazioni Generali, 2 Comunità di Eremiti e 1 Comunità Affiliata, con un totale di circa 2.100 religiosi. La storia del Carmelo, lunga ormai otto secoli, è ricca di vicende e di figure sante. Dai più antichi, s. Angelo (prima metà del sec. XIII) e s. Alberto († 1307), passando per vescovi come s. Andrea Corsini († 1374) e S. Piertommaso († 1366), si giunge ai grandi mistici s. Teresa di Gesù († 1582), s. Giovanni della Croce († 1591) e s. Maria Maddalena de’ Pazzi († 1607). Più recenti s. Teresa di Gesù Bambino († 1897) e i martiri del nazismo s. Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein) e il b. Tito Brandsma, ambedue morti nel 1942 rispettivamente ad Auschwitz e Dachau.

Un posto di primaria importanza lo merita san Simone Stock. La tradizione vuole chela Vergine, il 16 Luglio del 1251, apparve a san Simone, Priore generale dell’Ordine ad Aylesford, il quale si rivolse alla Vergine invocando il Suo aiuto in quanto nell’Ordine si stava vivendo un momento di crisi. San Simone ogni giorno recitava devotamente questa preghiera: «Fiore del Carmelo, vite feconda, splendore del cielo, Vergine pura, singolare; Madre fiorente, d’intatto onore, sempre clemente, dona un favore, Stella del Mare». Un giorno mentre ripeteva questa preghiera con grande fervore,la Madonnagli apparve, circondata da una moltitudine di angeli, tenendo in mano uno Scapolare. Mostrandoglielo disse: “Prendi, diletto figlio, questo abito del tuo Ordine. Questo è il segno della mia protezione su di te e su tutti quelli che lo porteranno. Questo è il privilegio che Io concedo: chiunque morirà rivestito di questo Santo Abito, non soffrirà le pene del fuoco eterno; questo è un pegno di protezione, una difesa contro tutti i pericoli, un segno di salute, di alleanza e di pace con voi in eterno”.

Circa ottanta anni dopo l’apparizione a san Simone,la Reginadel Cielo apparve a Jacques Duèze (il futuro Papa Giovanni XXII) dicendogli: “coloro che sono stati rivestiti di questo Santo Abito saranno tolti dal Purgatorio il primo Sabato dopo la loro morte”. Questa promessa della Regina del Carmelo è universalmente nota come “Privilegio Sabatino” dal decreto emesso da Papa Giovanni XXII il 3 marzo 1322, confermato nel 1620 da Papa Paolo V. Nel secolo scorso, Papa Benedetto XV, come segno della sua approvazione, concesse un’indulgenza di cinquecento giorni ogni volta che lo Scapolare veniva baciato.

Per più di settecento anni, le promesse dello Scapolare si sono dimostrate teologicamente valide e confermate da miracoli che il Beato Claudio dela Colombièreha definito “più numerosi e autentici” di ogni altra devozione sacra.

Abbiamo detto che a Fatima, il 13 ottobre 1917, le apparizioni si conclusero con la visione da parte dei pastorelli di Maria Madonna del Carmelo, con lo scapolare in mano a significare chela Beata Verginenon dimentica le promesse del passato, che è sempre attenta al nostro presente ed alle nostre necessità più di quanto possiamo sperare invitandoci ad una stretta confidenza con Lei (questo anche il senso della devozione al suo Cuore Immacolato espressamente richiesta a Fatima), è tutta protesa alla gloria finale escatologica (profetizzata in Ap 12, 1-18), che è il trionfo di Maria e conseguentemente del regno di Dio.

La veggente Lucia, divenuta monaca di clausura delle Carmelitane Scalze, diede le seguenti testimonianze: “la Beata VergineMaria desidera che la devozione al Santo Scapolare sia divulgata” e che “Nostra Signora teneva lo Scapolare nelle Sue Mani perché vuole che tutti noi lo portiamo” precisando che nel messaggio della Madonna “il rosario e lo scapolare sono inseparabili”.

Lo Scapolare non è un amuleto o un oggetto di protezione magica e di per sé è non è garanzia automatica di salvezza dal momento che nessuno è dispensato dal vivere un vita autenticamente cristiana. Come sacramentale rappresenta l’impegno di seguire Gesù come Maria (LG VIII, 67), aperti a Dio e alla sua volontà (Lc. 11,28), nella luce della fede, della speranza e dell’amore al prossimo (1 Cor 13,13), pregando costantemente e scoprendo Dio presente in tutte le circostanze (Mt.7,7-8), un segno che introduce nella famiglia del Carmelo, un segno che alimenta la speranza dell’incontro con Dio nella vita eterna sotto la protezione di Maria Santissima. È segno di una relazione speciale con Maria, che chi lo indossa si impegna ad imitare e ricorda la dignità del cristiano, la dedizione al servizio del prossimo e all’ imitazione di Maria, per compiere la volontà di Dio e impegnarsi nel lavoro per la costruzione di un mondo che risponda al piano di fraternità, giustizia e pace di Cristo (cfr. la formula dell’imposizione dello Scapolare, nel Rito della Benedizione e imposizione dello Scapolare, approvato dalla Congregazione per il Culto Divino ela Disciplinadei Sacramenti, 5/1/1996).

Scapolare viene da “scapola” e indica quell’indumento indossato da monaci e frati nel Medio Evo a ricoprire il petto e le spalle (in latino scapulae). Serviva generalmente per i tempi di lavoro, così da proteggere l’abito e non insudiciarlo. Il suo valore simbolico, era quello del “dolce giogo ” di Cristo (Mt 11, 29). Nella foggia attuale è una copia in miniatura con due piccoli lembi rettangolari di lana marrone di agnello (simbolo di Gesù, l’Agnello di Dio) uniti da due stringhe con disegnati rispettivamente l’immagine della Madonna del Carmine e del Sacro Cuore di Gesù. Il primo scapolare, detto famigliarmente anche “abitino”, deve essere di stoffa, benedetto e imposto da un sacerdote o un diacono. Quando lo si deve sostituire, non è più necessaria un’altra benedizione: basta procurarsi un altro scapolare e indossarlo. Lo scapolare deve essere indossato in modo continuo (anche durante la notte), al collo, in modo che una parte scenda sul petto e l’altra sulle spalle. Chi lo porta in tasca, nella borsetta o appuntato sul petto non partecipa alla Grande Promessa. Non è necessario che l’Abitino tocchi direttamente il corpo, ma può portarsi sugli indumenti, purché sia messo al collo. In caso di necessità, come quando ci si deve lavare, è permesso toglierselo momentaneamente, senza perdere il beneficio della promessa. Lo scapolare viene benedetto soltanto una volta, quando viene fatta l’imposizione: tale benedizione ha valore per tutta la vita. La benedizione del primo, perciò, è trasmessa agli altri scapolari che si utilizzassero per sostituire quello precedente deteriorato. L’Abitino consumato si conserva, o si distrugge bruciandolo. Il papa san Pio X concesse la facoltà di sostituire lo scapolare di stoffa con una medaglia, che deve avere su una delle facce il Sacro Cuore di Gesù e, nell’altra, l’immagine della Madonna del Carmelo. La si può usare ininterrottamente, godendo dei medesimi benefici promessi per lo Scapolare. Tuttavia, la medaglia non può essere imposta, ma deve essere soltanto utilizzata in sostituzione del tessuto già ricevuto. E’ raccomandabile, quindi, che non si smetta completamente di usare lo Scapolare di stoffa, anche quando si usa abitualmente la medaglia (per esempio si può portarlo durante la notte). In ogni modo, la cerimonia dell’imposizione deve necessariamente essere fatta con lo scapolare di tessuto. Quando si cambia la medaglia, a differenza dello scapolare, deve essere benedetta. Per beneficiare della promessa principale, la preservazione dall’inferno, non esiste altra condizione che l’appropriato uso dello scapolare: cioè, riceverlo con retta intenzione e portarlo effettivamente sino all’ora della morte. Si suppone, per questo effetto, che la persona abbia continuato a portarlo, anche se nel punto di morte ne fosse stata privata senza il suo consenso, come nel caso dei malati negli ospedali. Il Privilegio Sabatino, è una seconda Promessa (riguardante lo scapolare del Carmine) chela Madonna fece in una Sua apparizione, come abbiamo visto, al Pontefice Giovanni XXII, al quale,la Vergine comandò di confermare in terra, il Privilegio ottenuto da Lei in Cielo, dal Suo diletto Figlio. Questo grande Privilegio, offre la possibilità di entrare in Paradiso, il primo sabato dopo la morte. Ciò vuol dire che, coloro che otterranno questo privilegio, staranno in Purgatorio, massimo una settimana del nostro tempo terrestre. Non bisogna confonderela Grande Promessa della Madonna con il Privilegio Sabatino. Nella Grande Promessa, fatta a S. Simone Stock, non sono richieste né preghiere né astinenze, ma basta portare con fede e devozione giorno e notte indosso, fino al punto di morte, la divisa carmelitana, che è l’Abitino, per essere aiutati e guidati in vita dalla Madonna e per fare una buona morte, o meglio per non patire il fuoco dell’Inferno. Per quanto riguarda il Privilegio Sabatino, che riduce ad una settimana, massimo, la sosta nel Purgatorio,la Madonna chiede che oltre a portare l’Abitino si facciano anche preghiere e alcuni sacrifici in Suo onore. Per beneficiare del “privilegio sabatino”‘, è necessario adempiere a tre requisiti: a) Portare abitualmente lo Scapolare (o la medaglia). b) Conservare la castità consona al proprio stato (totale, per i celibi, e coniugale per gli sposati, peraltro obbligo di tutti e di qualunque cristiano) c) Recitare quotidianamente una pratica di pietà mariana (per esempio il piccolo Ufficio della Madonna, il Rosario, o 7 Ave Maria, o almeno una Salve Regina) che il sacerdote, nel fare l’imposizione, stabilisce. Coloro che ricevono lo scapolare e poi dimenticano di portarlo non commettono peccato. Cessano soltanto di ricevere i benefici. Colui che torna a portarlo, anche se lo ha lasciato per un lungo tempo, non ha bisogno di un’imposizione. È inutile precisare che coloro che si permettono deliberatamente di vivere una vita di peccato, supponendo che con l’uso dello scapolare si salveranno, fanno molto male. Dio potrà permettere che muoiano senza di esso.

Per concludere qualche testimonianza sulla potenza dello scapolare.

Sulla piazza di Jlfurt in Alsazia (Francia) vi è una Statua monumentale in bronzo dell’Immacolata, con questa iscrizione: «In memoria della liberazione dei due ossessi – Teobaldo e Giuseppe Burner – ottenuta per l’intercessione della B.V. M. Immacolata – Anno del Signore 1869». Questi due fratelli furono invasi dal demonio per circa quattro anni (1864-69); curati inutilmente e visitati da molti medici e specialisti, quando varie volte finalmente furono esorcizzati dal Parroco Brey e da tre Sacerdoti e Religiosi, incaricati dalla Curia di Strasburgo. Molte volte furono presenti, oltre ai genitori e parenti, anche il Sindaco del luogo Tresch e persone importanti, tra cui il Deputato Ignazio Spies. Teobaldo morì poi il 3-4-1871, all’età di 16 anni. Giuseppe morì più tardi, nel1882, a25 anni. I due ossessi erano soggetti a fenomeni straordinari. Per esempio torcere il collo o le gambe all’indietro, in modo straziante, arrampicarsi sugli alberi, fino a tenui rami, che non si rompevano, vomitare fuoco, schiuma, piume che appestavano la casa, parlavano lingue e dialetti che non potevano conoscere, svelavano colpe segrete o delitti di persone presenti, che fuggivano. Quando i visitatori si erano prima Confessati, i ragazzi ossessi (per opera del demonio) dicevano: Prima siete stati nel porcile (la Chiesa) a togliere lo sterco dalle vostre coscienze! Al contrario quando si presentavano coloro che vivevano male o in peccato, dicevano: Oh! ecco uno dei nostri!… Che brava gente! Dovrebbero essere tutti così!… Risparmiano fatica al nostro padrone, e gli guadagnano molte anime. Quando la camera o altre cose, a loro insaputa, venivano benedette con l’Acqua santa, dicevano: l’hanno spalmata col lordume!… Gli si mise addosso l’Abitino della Madonna del Carmine a Teobaldo, senza che se ne accorgesse. Ma subito egli gridò: toglimi questo strazio! Mi brucia…! – Non è uno straccio e te lo toglierò solo quando tu mi dirai cos’è. Rispose: L’Abitino della Grande Signora! Un’altra persona chiede a Giuseppe: Che cosa odiate di più nei Cristiani? – …La Devozionealla Grande Signora!… – fu risposto.

Innumerevoli miracoli e conversioni hanno dimostrato l’efficacia spirituale dello Scapolare tra i fedeli. Nelle “Cronache del Carmelo” troviamo vari esempi. Vediamone qualcuno: l. “Nello stesso giorno in cui San Simone Stock ricevette dalla Madre di Dio lo Scapolare e la promessa, fu chiamato ad assistere un moribondo, che era disperato. Quando arrivò, mise sul pover’uomo lo Scapolare che aveva appena ricevuto, chiedendo alla Madonna che mantenesse la promessa che gli aveva appena fatto. Immediatamente l’impenitente si pentì, si confessò e morì nella grazia di Dio. 2 – “Sant’Alfonso de’ Liguori, fondatore dei Redentoristi, morì nel 1787 con lo Scapolare del Carmelo. Quando venne avviato il processo di beatificazione del santo vescovo, all’aprirsi del suo tumulo, si constatò che il corpo era ridotto in cenere, così come il suo abito; soltanto il suo Scapolare era completamente intatto. Questa preziosa reliquia si conserva nel Monastero di Sant’Alfonso, a Roma. Lo stesso fenomeno di conservazione dello scapolare si verificò quando venne aperto il tumulo di San Giovanni Bosco, quasi un secolo dopo. 3. “Nell’ospedale di Belleview, di New York, fu ricoverato un anziano. L’infermiera che lo assistette, vedendo sopra le sue vesti uno Scapolare colore castagno scuro, pensò subito di chiamare un sacerdote. Mentre questi recitava la preghiera degli agonizzanti, il malato apri gli occhi e disse: “Padre, io non sono cattolico”. “Allora, perchè usa questo Scapolare?” “Ho promesso ad un amico che l’avrei usato sempre e di pregare tutti i giorni un’Ave Maria”. “Ma sei in punto di morte. Non vuoi diventare cattolico?” “Si, Padre, lo voglio. L’ho desiderato tutta la mia vita”. Il sacerdote 1o preparò rapidamente, lo battezzò e gli somministrò gli ultimi sacramenti. Poco tempo dopo il povero signore moriva dolcemente.La Santissima Vergineaveva preso sotto la sua protezione quella povera anima che indossava il suo scudo”. (cfr. Lo Scapolare del Monte Carmelo – Edizioni Segno, Udine, 1971). La festa liturgica della Madonna del Carmine si celebra il 16 luglio.

 

Matteo Orlando

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luglio 23rd, 2011 by italiacattolica

Questo sito nasce dall’esigenza di far conoscere quanto di positivo avviene all’interno della Santa Chiesa Cattolica e “correggere fraternamente” quanti concorrono ad infangare l’Ecclesia voluta Cristo, l’unica che può vantare duemila anni d’età. Faremo questo tenendo presente che “[...] La liberazione nello spirito del Vangelo è incompatibile con l’odio del nemico in quanto persona, ma non con l’odio del male che egli compie in quanto nemico (CCC n. 1933). Il sito è aperto alla collaborazione gratuiti di tutti i cattolici, quelli veri, “senza se e senza ma”, quelli ubbidienti al Santo Padre Benedetto XVI, il “dolce Cristo in Terra”, al quale siamo legati da sentimenti di filiale devozione e obbedienza assoluta. Il sito è consacrato ai Sacri Cuori di Gesù e Maria e si richiama spiritualmente ad una grande santa: Santa Brigida di Svezia. Chi era?

«La santità di Brigida, caratterizzata dalla molteplicità dei doni e delle esperienze mistiche la rende una figura eminente nella storia dell’Europa. Proveniente dalla Scandinavia, santa Brigida testimonia come il cristianesimo abbia profondamente permeato la vita di tutti i popoli di questo Continente» (Benedetto XVI). Nata nel 1303, a Finster (Svezia), in una nobile famiglia vicina alla Casa regnante, Brigida fu una donna felicemente sposata e, insieme con il marito, terziaria francescana. Dopo 28 anni di matrimonio (dal quale nacquero – prima che gli sposi maturassero il progetto di vivere in continenza – ben 8 figli, di cui la secondogenita, Caterina, è venerata come santa), alla morte del marito Ulf, Brigida approfondì l’unione con Gesù attraverso la preghiera, la penitenza e le opere di carità e si stabilì presso il monastero cistercense di Alvastra. Qui ebbero inizio le rivelazioni divine, che l’accompagnarono (insieme al suo costante rispetto e piena fedeltà al Vicario di Cristo) per tutto il resto della sua vita. In particolare, della Passione di Cristo Brigida ebbe una devozione privilegiata, contemplando in essa l’amore infinito di Dio per gli uomini. Sue le famose orazioni (15 da recitarsi ogni giorno per un anno, 7 da recitarsi per ben 12 anni) ispirate da apparizioni di Gesù, sostenute dalle Sue promesse, approvate da Papi e Santi. Nel 1349 Brigida lasciò per sempre la Svezia e si recò in pellegrinaggio a Roma. Poi ottenne dal Papa l’approvazione della Regola di un Ordine religioso (Santo Salvatore), composto da monaci e monache sotto l’autorità dell’abbadessa. Brigida si impegnò molto affinché i Pontefici facessero ritorno alla sede di Pietro, nella Città Eterna (in quegli anni si trovavano, infatti, ad Avignone). Morì nel 1373, due anni dopo aver realizzato il sogno di una vita: un pellegrinaggio in Terra Santa. 

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Matteo Orlando

Santa Brigida di Svezia, Compatrona d’Europa: Nella Passione di Cristo contemplò l’amore infinito di Dio per gli uomini

luglio 23rd, 2011 by italiacattolica

 

 

Questo sito nasce dall’esigenza di far conoscere quanto di positivo avviene all’interno della Santa Chiesa Cattolica e “correggere fraternamente” quanti concorrono ad infangare l’Ecclesia voluta Cristo, l’unica che può vantare duemila anni d’età. Faremo questo tenendo presente che “[...] La liberazione nello spirito del Vangelo è incompatibile con l’odio del nemico in quanto persona, ma non con l’odio del male che egli compie in quanto nemico (CCC n. 1933). Il sito è aperto alla collaborazione gratuiti di tutti i cattolici, quelli veri, “senza se e senza ma”, quelli ubbidienti al Santo Padre Benedetto XVI, il “dolce Cristo in Terra”, al quale siamo legati da sentimenti di filiale devozione e obbedienza assoluta. Il sito è consacrato ai Sacri Cuori di Gesù e Maria e si richiama spiritualmente ad una grande santa: Santa Brigida di Svezia. Chi era?

 

«La santità di Brigida, caratterizzata dalla molteplicità dei doni e delle esperienze mistiche la rende una figura eminente nella storia dell’Europa. Proveniente dalla Scandinavia, santa Brigida testimonia come il cristianesimo abbia profondamente permeato la vita di tutti i popoli di questo Continente» (Benedetto XVI). Nata nel 1303, a Finster (Svezia), in una nobile famiglia vicina alla Casa regnante, Brigida fu una donna felicemente sposata e, insieme con il marito, terziaria francescana. Dopo 28 anni di matrimonio (dal quale nacquero – prima che gli sposi maturassero il progetto di vivere in continenza – ben 8 figli, di cui la secondogenita, Caterina, è venerata come santa), alla morte del marito Ulf, Brigida approfondì l’unione con Gesù attraverso la preghiera, la penitenza e le opere di carità e si stabilì presso il monastero cistercense di Alvastra. Qui ebbero inizio le rivelazioni divine, che l’accompagnarono (insieme al suo costante rispetto e piena fedeltà al Vicario di Cristo) per tutto il resto della sua vita. In particolare, della Passione di Cristo Brigida ebbe una devozione privilegiata, contemplando in essa l’amore infinito di Dio per gli uomini. Sue le famose orazioni (15 da recitarsi ogni giorno per un anno, 7 da recitarsi per ben 12 anni) ispirate da apparizioni di Gesù, sostenute dalle Sue promesse, approvate da Papi e Santi. Nel 1349 Brigida lasciò per sempre la Svezia e si recò in pellegrinaggio a Roma. Poi ottenne dal Papa l’approvazione della Regola di un Ordine religioso (Santo Salvatore), composto da monaci e monache sotto l’autorità dell’abbadessa. Brigida si impegnò molto affinché i Pontefici facessero ritorno alla sede di Pietro, nella Città Eterna (in quegli anni si trovavano, infatti, ad Avignone). Morì nel 1373, due anni dopo aver realizzato il sogno di una vita: un pellegrinaggio in Terra Santa. 

 

Questo sito viene aggiornato senza una periodicità prestabilita, pertanto, ai sensi della legge 62 del 7 marzo 2001, non può essere considerato un prodotto d’editoria.

 

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Matteo Orlando

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